Il coraggio di ripartire

· Eventi

Folto pubblico lo scorso 26 novembre al teatro Monteverdi di Cremona per lo spettacolo, promosso in collaborazione col festival DeSidera, punto di partenza di una possibile progettualità condivisa. Tutti coloro che affrontano le sfide della vita «sono meritevoli di applausi – ha sottolineato Gabriella Martani, presidente dell’Associazione Piper -, indipendentemente dall’essere arrivati o meno primi al traguardo, per il fatto stesso d’aver voluto affrontare l’impresa».

«Il ciclismo è la metafora della vita. Perché, come la vita, comporta fatica, sacrificio, comporta il raggiungimento di obiettivi e rende tutti
campioni meritevoli di applausi, indipendentemente dall’essere arrivati o meno primi al traguardo, per il fatto stesso di aver voluto affrontare l’impresa
»: così la presidente dell’Associazione Piper, Gabriella Martani, ha presentato lo scorso 26 novembre lo spettacolo dal titolo «Il coraggio di
ripartire. Gimondi, una vita a pedali
», promosso presso teatro Monteverdi, a Cremona.

Già da questo è evidente quanto forte intenda essere il messaggio alla base dell’evento, un messaggio legato a valori forti, un messaggio che, prendendo spunto dal ciclismo, racconta la forza della nostra umanità più vera: si tratta di «vedere il mondo in maniera diversa, muovendosi a velocità diversa – ha affermato Gabriella Martani – Il desiderio di andare in bicicletta, come quello di volare, fa parte dei sogni dell’uomo. Ad ogni gara si parte in molti, ma solo uno vince. La possibilità di arrivare primi è bassissima, eppure ciascun concorrente vuole riuscirci, comunque ed a tutti i costi. Sarebbe molto bello se ogni mattina ciascuno di noi si svegliasse con questa voglia e con questo desiderio, senza Presidente; martanisentirsi mai un perdente. La vita offre sempre delle opportunità, l’importante è essere capaci di coglierle». Come fece Felice Gimondi.

Lo ha ben raccontato al folto pubblico l’attore Matteo Bonanni: accompagnato alla fisarmonica da Gino Zambelli, ha preso spunto dal libro La vita a pedali di Paolo Aresi, riuscendo a far rivivere col suo monologo teatrale il sogno di questo grande campione, cresciuto ai tempi d’oro del ciclismo di Coppi e Bartali, e mostrando come questo si sia realizzato proprio grazie alla sua passione ed alla sua determinazione. Ha ricordato la sua prima gara, a Treviglio, dove giunse ultimo. E suo padre fu lì a spronarlo: «Sei stato bravo. Sei caduto, ma non ti sei fermato. Mai mollare nella vita! Perché le cose ti accadono quando meno te l’aspetti. Come un treno: o lo prendi o lo lasci andare. Solo che, se lo perdi, potrebbe non passare più». Da qui, da questa iniziale sconfitta, ha avuto inizio per GimondiPiper
na serie di trionfi, dal Tour de France del 1965 ai Giri d’Italia del 1967, 1969 e 1976, dalla Vuelta a España del 1968 al campionato del mondo su strada del 1963 e molti altri ancora. «Non è solo questione di gambe, ma di testa e di strategia – ha sottolineato Gabriella Martani – Capita di trovarsi a terra. Ma proprio in questi istanti, col sapore dell’asfalto che non perdona, si mostra la forza più vera».

L’evento è stato promosso dall’Associazione Piper in collaborazione con il festival deSidera, che fa spettacoli dal vivo legati ai luoghi ed ai tempi, quindi alle domande di un territorio, valorizzandone le peculiarità: per questo tale proposta, partita dall’ambito bergamasco, si è presto estesa a Lodi, Monza e Brianza, Milano ed ora è giunta anche a Cremona con un progetto e con un’idealità, ch’è poi la stessa dell’Associazione Piper ovvero porre al centro l’uomo, partendo da qui per tessere relazioni col mondo della scuola e del lavoro, senza farli apparire distanti: «Sì, c’è un’idea di fondo comune, condivisa su cui costruire – ha affermato Gabriella Martani – Per questo sono già stati attivati degli incontri con l’amministrazione comunale, così da verificare se vi siano le condizioni per realizzarla».

Lo spettacolo è stato preceduto da un incontro, dedicato a imprenditori e professionisti sensibili alla missione dell’Associazione Piper, proprio per costruire le premesse di questa progettualità di ampio respiro, radicata su forti valori e – si è augurata Gabriella Martani – capace, come l’arpa, di trasformare «in musica i sogni di un uomo».

Written by Associazione Piper · · Eventi
SuccessivoStra-Ordinario: nuovi sguardi del quotidiano